Archive for the ‘Tecnica’ Category
Perni, pernetti e pernettini
Il sistema di fissaggio delle ruote tramite perno passante sta prendendo sempre più piede, anche nell’ Xc o comunque non soltanto nelle disclipline gravity.
Gli standard e le tipologie sono

Se la montagna (Sram in questo caso) no va da Maometto, allora Maometto…
Partendo dal fatto che Sram pare non abbia alcuna intenzione di mettere
finalmente il batticatena…
Ringrazio Raceware (il distributore per l’ Italia di Niner) che mi ha inviato, a mia insaputa, il batticatena adesivo dedicato e sagomato per il telaio Air 9 Carbon (insieme ad altri accessori e gadget Niner). Lo cercavo da tempo e pareva introvabile se non negli States. Un esempio di ottimo servizio post vendita e supporto al cliente.
27.5″, l’uovo di Colombo o insipido compromesso?
Ultimamente in molti stanno parlando di ruote da 27.5 pollici come fossero la quadratura del cerchio, il nuovo diametro che metterà tutti d’accordo. Guardando un po’ indietro, però, le cose non stanno esattamente così. Questo diametro non è proprio una novità come alcuni vogliono far credere.
In realtà il diametro 27,5″ è stato il “Caronte” tra la 26” e la 29”. Le case madri delle mtb a ruotone (Gary Fisher, Specialized, Niner etc.) , a loro tempo ( quindi da un bel po’) , le hanno allestite (le 27.5 intendo), studiate e utilizzate per arrivare alla conclusione che un vero cambiamento, qualora si fosse rivelato utile e necessario, sarebbe stato in favore del diametro maggiore.
Perché? Semplicemente perché la ruota un “pelo” più grande (27.5”), ha fatto comprendere quali sarebbero stati i vantaggi di un diametro ancor più grande (29”) se espressamente sviluppato ed inserito nel giusto contesto. In sostanza, le sensazioni positive, benché percepibili con una ruota da 27.5, non erano così enormi e non giustificavano una tale rivoluzione di standard.
Riporto sotto un’interessante prova di Mtb Action, risalente ad Aprile 2010, esattamente un anno fa. Mtb Action è tecnicamente la rivista più interessante, le prove delle bici sono vere e non solo fotografiche, spesso fanno comparative e test davvero intriganti, molti mesi prima degli altri, sbilanciandosi a volte anche con conclusioni apparentemente polemiche o anticonformiste.
La prova è una comparativa tra tre bici dello stesso marchio, una 26er, una 27.5 e una 29er, tutte tre economiche e pesanti. Ne esce vincente la 27.5 (quella col miglior rapporto peso/prestazione) ma interessante è leggere dove e quali sono le differenze tra le tre. Appreso tutto ciò, è facile immaginarsi perché una 29er di ultima generazione, leggera e ben studiata, stia riscuotendo sempre più consensi. Il rapido sviluppo che hanno subito le 29er negli ultimi mesi con telai e geometrie ad hoc, componenti leggeri e gomme della qualunque, hanno fatto in modo di arginare e a volte eliminare quelli che in origine erano i difetti e i limiti di un mezzo dal quale però traspariva un notevole potenziale già dalle origini.
Da leggere assolutamente QUI
Test ruote 29er per tubolare Eventi9

Grazie all’amico Samuele (al secolo Messico Jr) ho avuto l’occasione di provare un set di ruote 29er per tubolare. Le Event per la precisione, cerchio in carbonio da 32mm, raggi piatti Pillar, estetica da urlo e peso del set di circa 1380gr. Questo il sito dell’azienda Italiana che le assembla. www.dmxpro.it
La bici completa come in foto ha segnato un peso di 8780gr. Circa 50 in meno rispetto alla versione con la mia coppia di Crest+American Classic. Non è però il piccolo risparmio di peso a fare la differenza.
I tubolari installati sono dei Dugast da 47mm di larghezza. Per la paura di rovinare i cerchi ho utilizzato una pressione di 1.5/1.6 bar, decisamente abbondante. Per pesi del biker intorno ai 60 kg credo si possa arrivare tranquillamente a 1/1.1 bar (perlomeno con le coperture in oggetto). Rubando con gli occhi alla Maremma Cup mi è sembrato che gli Svizzeri della Scott scendessero tranquillamente sotto 1 bar! Mi ha colpito in particolare quanta poca aria contengano, basta premere due volte lo spillo e sono a terra!
In azione: più che il tubolare in se stesso mi ha colpito l’insieme cerchio+pneumatico. Le ruote sono grandiose, rigide lateralmente, zero flessioni, precise e prontissime, come fossero da strada. Quando però si incontrano ostacoli, anche ostici (rocce, gradini, radici), arriva il tubolare a fare la sua, come un piccolo “materassino” che viene infilato tra ruota e terreno. Il telaio Niner Carbon con queste ruote credo sia il nirvana del piacere di pedalare. Manca solo un comando del Gas sulla manopola destra!
Come ho accennato, merito di tutto ciò credo sia la simbiosi perfetta tra cerchio in carbonio, raggio, mozzo e appunto il tubolare. Dubito che un cerchio in alluminio con lo stesso Dugast sia in grado di regalare le stesse sensazioni e accelerazioni. Se prima avevo una vaga idea che una ruota con cerchio in lega tipo Tubolite potesse fare la stessa cosa con meno spesa, adesso non ce l’ho più.
Conclusione: come una grattugiata di pregiato tartufo bianco sulla pasta, come una bottiglia di vino “buono” da aprire per le grandi occasioni. Così definirei un wheelset di questo tipo per un amatore. Costo, delicatezza, manutenzione, reperibilità dei tubolari stessi, tutto è complesso e dispendioso, ma poter utilizzare certa “roba” ogni tanto è fonte di immenso piacere, provare per credere! Il massimo per uscite spinte o gare “tutto o niente”. L’importante sarà smontarle subito e rendere il tesoro al legittimo proprietario, cercando di dimenticare questo bel test.


Mountain Bike Action prova la Niner Air Carbon

Una bella recensione della Ninerona da una delle più autorevoli riviste del settore. E’ bello leggere ed avere conferma delle proprie sensazioni da persone esperte. Mi ritrovo un po’ su tutto, magari affermare che si abbattono minuti come birilli è azzardato, basterebbero anche manciate di secondi!
Da leggere QUI
Articolo 29 vs 26 su Pianeta Mountain Bike

E’ da ieri online, su Pianeta Mountain Bike, il mio articolo sull’utilizzo, da parte dei professionisti, delle 29er rispetto alle 26er, a Massa Marittima.
Alcune belle foto, scattate dagli amici Matteo e Alessio mi hanno “ispirato” alcune considerazioni, supportate poi dalle dichiarazioni dei protagonisti stessi nel dopo gara.
Da leggere QUI
Un grazie a colui/coloro di Pianeta che l’hanno apprezzato e pubblicato.
La trasmissione 1×10, futuro o chimera?

La maggioranza dei biker ha da poco digerito, e spesso apprezzato, il passaggio alla trasmissione 2×10. Fino a pochi mesi fa la guarnitura doppia veniva vista come “l’arma impossibile”, lo strumento dei professionisti o degli amatori più competitivi. Sappiamo tutti invece, come in poco tempo, prima Sram poi Shimano, siano riuscite a rendere le trasmissioni con la doppia alla portata di tutti, rendendo spesso le scorribande in fuoristrada più redditizie e piacevoli.
Ma proviamo a spingerci oltre, come sarebbe poter pedalare con una trasmissione 1×10? Penalizzante ed ingestibile? Poco sfruttabile e solo su percorsi limitati? Vero, attualmente sarebbe così, ma in contemporanea affiorerebbero pure vantaggi tangibili. Quali? Facilità di utilizzo e manutenzione, tempi morti nella cambiata ridotti, nessun risucchio (uno dei fenomeni più odiosi), linea catena con fattore Q ottimizzato e non ultimo, un sempre gradito risparmio di grammi.
E se qualche azienda tirasse fuori cassette pignoni a 10 o 11 velocità con scala 9-36 o 9-38? Sarebbe forse la svolta? Per fortuna non è fantascienza, ad esempio l’inglese Hope ci sta lavorando, ha creato un mozzo particolare in grado di ospitare un pacco pignoni dedicato con primo rapporto a 9 denti. Senza scendere in complessi calcoli sugli sviluppi metrici, si potrebbe utilizzare una singola corona anteriore da 30 o 32 denti, avendo a disposizione una scala completa (o quasi) di rapporti necessari e utili.
Insomma, se a prima vista può apparire estrema, la trasmissione 1×10 presenta notevoli spunti interessanti e notevoli potenzialità, sempre che i costruttori ci investano. Non sarà magari indicata per tutte le gambe o per un utilizzo a 360° della mtb, ma in ambito race potrebbe semplificare la vita a molti!
Eccola, la 29er di Shurter, genio o sregolatezza?

Più che genio o sregolatezza, direi necessità. Alla Scott manca una taglia sotto la M e se l’ex campione del mondo vuole provare la 29er si deve arrangiare. Mi fa piacere constatare che ciò che mi ha risposto sabato alla domanda sul perchè lui non utilizzasse la 29 non era una balla. Ha detto chiaramente che aveva problemi di dislivello sella/manubrio, e si vede. Credo sia il suo cavallo basso a creargli problemi, Vogel non è poi molto più alto di Nino.
Pipa super negativa, saranno -30° e curva rise montata al contrario. Spettacolare, non è affatto bella ma dimostra una sana voglia di provare, sperimentare e arrangiarsi. Con le 29er e l’assenza, spesso, di componenti dedicati, siamo tornati un po’ a qualche anno fa, alle bici allestite nel garage col seghetto e il trapano.
Molto bene, nell’era dell’amatore professionista, del conta watt sempre in tasca fa piacere vedere certe cose.


